Google finanzia chi vuole "curare" i gay e punisce chi promuove il sesso sicuro?



Sono ormai anni che l'integralismo cattolico organizzato tenta con qualunque mezzo di farci chiudere la bocca. L'ultima offensiva pare basarsi su una sistematica segnalazione delle nostre pagine a Google nella speranza che ci tolga ogni forma di pubblicità. Non che la cosa ci importi molto, ma ad interessarci sono i soprattutto i risvolti che ne sono emersi.

Ad oggi sappiamo che la pubblicità di Google finanzia quel Cascioli che va in giro a dire che i gay sono "malati" e devono essere "curati", così come finanzia quel sito di Mario Adinolfi che rilancia i proclami di una Silvana De Mari attualmente sotto promesso proprio per la violenza di quelle frasi. Ma è facendo leva sul falso perbenismo di una società in cui l'odio è tollerato ma due glutei fanno paura, che i miliziani integralisti stanno mandando sotto processo qualunque pagina del nostro blog osi mostrare un ragazzo che è integralmente coperto da un buqua.
Se lascia un po' perplessi che Google possa dargli corda etichettando come «materiale pornografico» delle semplici immagine tratte dai film di Zac Efron (che per nostra sfortuna così pornografico non lo è mica), assai più preoccupante è come nel loro mirino siano finiti anche alcuni articoli che riportano le irresponsabili frasi di Mario Adinolfi per invitare i giovani a non proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili.
Magari si potrebbe anche concordare sul fatto che Adinolfi dovrebbe essere vietato ai minori, ma nei report di violazione inviateci da Google si fa esplicito riferimento a quelli che loro sostengano sarebbero «contenuti per adulti» e «prodotti per la sfera sessuale». Evidentemente non si deve poter parlare di preservativi.

A questo punto dovremmo dedurre che le regole di Google permettano il finanziamenti chi promuove fantomatiche "cure" dell'omosessualità che sono risultate una provata causa di numerosi decessi tra i giovani e punisca chi promuove il sesso sicuro.
Nell'introduzione abbiamo volutamente premesso che il sito è attualmente al centro di un'evidente segnalazione di massa e questo potrebbe sicuramente portare ad un numero di provvedimenti sommari superiori alla norma, ma se davvero la politica del più grande gestore di pubblicità del mondo si basasse sul finanziamento di chi sparge odio e nella punizione di chi promuove la responsabilità nel sesso, il fatto sarebbe assai grave.

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