Il governo delle Bermuda abolisce il matrimonio egualitario

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È per compiacer l'integralismo che il governo delle Bermuda ha deciso di negare pari dignità alle coppie gay e di cancellare la decisione della Corte Suprema che sei mesi fa aveva introdotto il matrimonio egualitario sull'isola.
Con 24 voti a favore, due astenuti e solo 10 contrari, il governo ha stabilito che le unioni gay saranno declassate a semplici unioni civili e che il matrimonio tornerà ad essere una prerogativa riservate alle sole famiglie eterosessuali.
Al limite del surreale è come il laburista Lawrence Scott si sia spinto a dichiarare che i gay dovrebbero essergli grati per quella discriminazione, dato che «garantisce alla comunità Lgbti i benefici richiesti. Fino ad oggi le persone omosessuali potevano godere del matrimonio a livello nominale ma senza i suoi benefici. Dopo l'approvazione di questa legge ne avranno i vantaggi senza il nome. E sono i vantaggi quanto veramente essi richiedono».
Non la pensa così Patricia Gordon-Pamplin, leader ad interim del partito d’opposizione One Bermuda Alliance, la quale ha dichiarato che «mai sosterremo un testo che toglie diritti acquisiti a una collettività».
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