L'esilarante proclamo di Adinolfi contro il Biotestamento: «Il governo infame riconosce diritti e denari solo ai gay»



Se Mario Adinolfi avesse scelto di fare il comico, probabilmente avremmo potuto scommettere sul suo successo. È quanto si evince dell'esilarante proclamo che il sedicente cattolico ha regalato ai suoi proseliti per bullarsi di come questa sarà ospite di Belpietro per sbraitare i suoi slogan contro il biotestamento e per dare libero sfogo alla sua ideologia volta a sostenere che i cattolici non tollerano che agli altri sia permesso di poter prendere decisioni diverse da quelle che loro avrebbero voluto imporre loro.

Difficile è non ridere dinnanzi ad un uomo che dalla sua pagina Facebook scrive:

L'approvazione della pessima legge sull'eutanasia all'italiana andrà contrastata dal Popolo della Famiglia in ogni contesto, anche mediatico, spiegando agli italiani che hanno un solo modo per difendersi: non firmare mai le Dat.

Se è interessante constatare come qualunque pretesa di Adinolfi venga sempre ed immancabilmente spacciata come una "difesa" da fantomatiche minacce (i bambini vanno "difesi" dalla pari dignità, gli italiani vanno "difesi" dagli stranieri e così via), lui stesso ammette che chi non sottoscrive i DAT non subirà gli effetti della norma e potrà tranquillamente permettere ad altre persone di prendere decisioni per loro conto. In altre parole, se lui si trovasse in situazioni disperate, nessuno gli negherebbe la possibilità di soffrire il più a lungo possibile anche attraverso un 'accanimento terapeutico che possa prolungare quell'agonia al pari di come lui esigesse fosse inflitto al povero Charlie.

Dichiarato che le sue rivendicazioni non riguardano le sue necessità ma solo la volontà di impedire che gli altri possano compiere scelte diverse da quelle che lui vorrebbe imporre loro, è attraverso un articolo intitolato "L'ultima legge di un parlamento infame" che ci regala vere e proprie perle:

Si tratta di una pagina nera del Parlamento, l'ennesima di questa legislatura che ha lasciati irrisolti i nodi della vita faticosa degli italiani, per concentrarsi su normative ideologiche figlie di una cultura anticattolica che avanza per trucchi linguistici: parlano di 'fine vita' ma non si chiama fine vita, si chiama morte e chi ha approvato questa legge ha fatto crescere la triste cultura della morte che dall'aborto all'uccisione dei sofferenti attanaglia questo paese.

Si parte dunque con la falsificazione di chi sostiene che il rispetto della volontà di un sofferente rappresenterebbe una forma di "uccisione" e non il rispetto della volontà altrui. Ed ovviamente non poteva mancare il suo solito sostenere che ci fossero altre priorità, dato che chi soffre può anche attendere se lui preferisce ci si occupasse dei suoi privilegi e non tanto dei bisogni altrui.

Sostenendo che lui è certo che tutto il mondo la debba pensare come lui, aggiunge:

Li chiamano 'diritti civili', ma sono solo scopiazzature di normative barbare, che saranno rifiutate dagli italiani. Puoi pure approvare tutte le leggi contro la famiglia in Italia, dal divorzio breve alla legge Cirinnà, ma l'Italia resta un paese con 29 milioni di cittadini sposati e appena duemila unioni gay. Ma la politica ha voluto discutere solo di quest'ultime, riconoscere diritti e denari solo a queste ultime, così si consegna alla prossima sconfitta elettorale. Gli italiani sanno che firmando le Disposizioni anticipate di trattamento firmerebbero la loro condanna a morte e vedrete che le Dat non le firmeranno. Sarà l'ennesima legge varata per una piccola rumorosa lobby, non per il Popolo, purtroppo con la collaborazione di centinaia di parlamentari eletti nel 2013 con il centrodestra.

Sostenuto che i diritti siano una prerogativa delle maggioranze, racconta pure che se non si saranno abbastanza malati terminali da rendere il fine vita una prassi molto diffusa, allora sarebbe stato il caso di non occuparsene. Ovviamente chiunque si augura che il fine vita sia una prassi che possa restare limitata, ma nelle strumentalizzazioni di Adinfoli pare quasi si arrivi ad augurarsi un incremento di chi si ritroverà attaccato ad un tubo in un letto d'ospedale senza alcuna speranza di salvezza.
Interessante è come il suo ragionamento dovrebbe portarci a ritenere che sarebbe bene interrompere ogni ricerca scientifica per le malattie rare dato che il raffreddore è assai più diffuso.

Comico è il suo riferimento al divorzio, quello stesso divorzio che nelle sue interviste dice di aver scelto di sua iniziativa perché si era innamorato di un'altra donna conosciuta mentre era ancora sposata con la prima moglie. Ed ancor più comico è come possa sostenere che lo stato abbia regalato non precisati «diritti e denari» a quei gay che ancor oggi non possono accedere ad un matrimonio che lui esigeva venisse riservato ai soli eterosessuali. Il riferimento a quello che lui sostiene sia un numero "sbagliato" di unioni civili è altresì una dimostrazione della falsità di quella propaganda che sino a pochi mesi fa lo vedevano in prima linea nello spergiurare nel nome di Dio che quelle unioni avrebbero tolto la pensione alle donne eterosessuali a causa della mancata esclusione dei gay dalla reversibilità .

Dopo aver sostenuto che le priorità fossero altre, Adinolfi nega sé stesso nel raccontare che si sarebbe potuto decidere di bloccare il Parlamento per impedire che ci si potesse occupare delle necessità altrui:

Deve essere chiaro a tutti che le normative pessime che sono state approvate in questa legislatura potevano essere bloccate dal semplice gesto di sedicenti cattolici eletti nel centrodestra che per cinque anni hanno sostenuto i governi a guida Pd, in un concentrato di interessi che vorrebbe essere riproposto del tutto analogo anche nella prossima legislatura: Berlusconi già dice infatti "resti Gentiloni". Se solo un pugno di senatori cattolici eletti nel centrodestra avessero detto no alla lusinga della poltrona, non avremmo la legge Cirinnà e oggi non avremmo la legge sul biotestamento. Bastava che minacciassero (e neanche attuassero la minaccia) della crisi di governo. L'ambizione del Popolo della Famiglia è sostituire quei parlamentari pavidi, essere una presenza di garanzia nelle istituzioni affinché i principi non negoziabili non vengano ulteriormente calpestati.

E quali sarebbero questi "principi irrinunciabili"? Stando ai suoi proclami,dovremmo dedurre che la sua priorità sia quella di impedire che agli altri sia permesso di poter sposare la persona amata o che non si permetta di poter decidere della propria vita quando lui preferirebbe condannare gli altri ad una atroce e inumana agonia.

Si passa poi ad un insulto verso qualunque partito esista in Italia, tutti accusati di non essere sufficientemente omofoni quanto lo sarebbe stato lui. Ed ovviamente non manca il suo sostener che tutte le persone transessuali si prostituiscano e meritino di essere chiamate con termini al maschile in modo da mancar loro di rispetto in un'ostentazione del proprio disprezzo verso interi gruppi sociali:

Basta traditori, patti non mantenuti, apostati, cattolici tiepidi e cattolici laidi. Ora si apre un tempo nuovo, perché se non si aprirà caleranno le tenebre. Ai cattolici e alle persone di buona volontà giunga il nostro appello affinché non si ripetano gli errori del passato e attraverso il Popolo della Famiglia si costituisca una vera rappresentanza autonoma di questi valori in politica, lontani dai leghisti ambigui che con Zaia sostengono la legge sul fine vita e con Maroni si preparano a barattare legge sull'omofobia per quella sull'autonomia, lontani da Meloni e Salvini che vogliono la schiavitù della prostituzione legalizzata per far contento il trans turco e filoleghista Efe Bal, lontani dal Berlusconi pascalizzato che ormai rappresenta quanto di più evidente ci sia nell'abiura valoriale compiuta dal campo del centrodestra. Di centrosinistra e M5S inutile anche solo parlare.

L'affondi finale è il suo sostenere che la sua ideologia sia perdente solo perché lui non è il nuovo duce d'Italia. Ci fosse stato Lui, allora sì che i treni sarebbero arrivati tutti in orario e i gay sarebbero stati messi al confino:

L'unico voto utile il 4 marzo 2018 è quello al Popolo della Famiglia, lo sanno in coscienza tutti coloro che hanno partecipato a questi anni di battaglie, che sono stati anni di sconfitte perché abbiamo scelto l'interlocuzione con aree politiche di eletti nel centrodestra che avevano il tradimento nel dna. Ora il tempo della sconfitta è terminato, è tempo di celebrare un traguardo e di lottare per ottenerlo: il Popolo della Famiglia è in campo e spera di poter contare davvero sul sostegno di tutti.

Tra i commenti Mario Adinolfi si lancia pure nel sostenere che gli sia stato negato il «diritto di parola» dato che con i suoi insulti è stato colpito dalle regole di Facebook contro la promozione d'odio. Insomma, vittimismo fino all'ultimo per sostenere che lui si sente discriminato perché non può discriminare e si sente minacciato perché gli altri possono scegliere contro il suo volere.
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