Marilyn Manson ospite da Bonolis, scatta l'ira degli ultra-cattolici che negano di vivere in un Paese cattolico



Marilyn Manson sarà ospite di una puntata di “Music”, lo show di Canale 5 presentato da Paolo Bonolis. Tanto è bastato per mandare su tutte le furie l'integralista Filippo Savarese, portavoce della Manif pour tous e dipendente della CitizienGo di Ignacio Arsuaga. Noto per le sue incessanti campagne contro interi gruppi sociali, Savarse viaggia con un pulmino fornitogli dal suo Arsuaga per incentivare la transofobia nel secondo Paese europeo per omicidi di persone trans. Chiede gli si aprano le porte delle scuole per permetterei di dire ai figli degli altri che l'omosessualità sarebbe sbagliata o che il profilattico non va mai usato... ed ora pare voglia proclamarsi anche l'ultimo vero cattolico a vivere in Italia.
In una polemica tanto sterile quanto isterica, l'uomo scrive:

Paolo Bonolis si aspetta polemiche per la presenza di Marilyn Manson alla prima imminente del suo nuovo programma, perché, dice, “siamo in un Paese cattolico”. Paolo, dai, non ci prendiamo per il culo. Non fare il finto anticonformista. Non fare la parte dell’eretico che con coraggio sventola il cantante diabolico in faccia al pubblico ortodosso. Lo sai benissimo che non è così. Lo sai benissimo che al pubblico italiano, che cattolico non è (più), di Marilyn Manson non gliene può fregar di meno. La maggior parte non sa nemmeno chi sia. L’avete invitato sperando in un po’ di caciara che gli dia un senso, perché ormai non siete più in grado di fare spettacolo, di “fare televisione”. Di far qualcosa di semplicemente bello. Senza la polemica previa che dia un senso al prodotto, il prodotto in sé è zero spaccato. Quale razza di contributo artistico o culturale può mai dare Manson (che, tanto per ricordarlo, adotta il nome dell’omonimo, spietato omicida americano recentemente deceduto)? Nessuno. Vi serviva il nome forte, scandaloso. Ma oggi come oggi, tremendamente banale. In queste ore in diversi mi hanno scritto chiedendo una petizione di CitizenGO contro questa presenza a Mediaset. Ci abbiamo pensato, ma vuoi per altre campagne in calendario, vuoi per il troppo poco tempo a disposizione, vuoi perché Mediaset non è pagata dal contribuente, abbiamo pensato di soprassedere. Creare la polemica, quando i produttori del programma non cercano altro, in questo caso è un boomerang. Il clamore aumenterebbe solo l’audience e il ritorno economico pubblicitario. Volete influenzare la TV, e in generale il mercato? Ignorate, e fate scelte diverse da quelle sgradite. Come nelle fiabe, a volte, mostriciattoli che vivono delle paure dei personaggi si sconfiggono ignorandoli del tutto. C’è un Paese reale – cattolico o non cattolico che sia – che vive di problemi reali. Non sta a pensare a chi ingrosserà o no i compensi del buon Bonolis, che resta uno dei più simpatici e arguti presentatori di sempre. Quanto ai più giovani, se pensiamo che si facciano ancora influenzare da una prima serata televisiva, ci inganniamo di brutto. Quel che passa in TV non conta più nulla con l’avvento dello smartphone onniconnesso (se non esiste la parola, calo il copyright). Marilyn Manson (se vogliamo simbolicamente prenderlo ad esempio di qualcosa di assai sgradevole con cui educare un adolescente) è già in tutte le tasche dei vostri figli. A tutte le ore del giorno e della notte. Quindi, a tutti quelli che mi stanno scrivendo dico: sì, sono d’accordo, è una scelta perdente. Per questo aggiungo, lasciamoli perdere.

Peccato che l'aver diramato un messaggio rilanciato sui giornali di stampo integralista non sembri certo voler «lasciar perdere». E poi non è proprio lui a sostenere che qualunque cosa debba poter essere detta nel nome di quella «libertà di espressione» con cui giustifica i suoi proclami? Nel momento stesso in cui si sostiene che si sarebbe anche potuto valutare la possibilità di cercare di impedire la libertà di parole altrui, i suoi slogan paiono essere già caduti.
E se la pioggia di insulti parrebbe mostrarci un Savarese che schiuma rabbia, assai più interessante è osservare come il suo proclamo paia parte di un discorso concordato e condiviso tra i leader di una parte politica. Lo si evincerebbe da come la sua collega integralista Costanza Miriano si sia affrettata a scrivere parole che sembrano avere la medesima matrice, solamente arricchite da attacchi personali alla famiglia del conduttore. La donna che vuole sottomettersi agli uomini, scrive:

Che ridere, Bonolis invita Marilyn Manson sperando nelle polemiche perché “siamo in un paese cattolico”!: 1) Magari fossimo cattolici; 2) Manson sarebbe anticonformista? Ma che noia che barba che vecchiume; 3) “C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia” (Charles Peguy); 4) I veri cattolici, come sua zia Adele Bonolis che ha dato la vita per restituire dignità alle prostitute, non si scandalizzano proprio di niente perché sanno che ogni uomo è un abisso. E’ per questo che credono in Dio.

Quando una integralista inizia a tirare i ballo familiari delle persone contro cui ha appena emesso una sentenza di condanna, ci si rende contro di quanta immoralità ci possa essere in simili personaggi. Di questo passo non pare mancare molto a quando inizieranno a lapidare le prime donne adultere o a gettare qualche gay dai tetti dei palazzi.
Commenti