Prosegue la campagna d'odio integralista: «I sacerdoti che abusano di minori non sono pedofili ma omosessuali»



L'integralista Attilio Negrini, già autore di articoli omofobi per Provita Onlus e fiero sostenitore di Mario Adinolfi, torna a promuovere disinformazione finalizzata alla promozione dell'odio. In quel costante tentativo di sostenere che la pedofilia nella chiesa sarebbe colpa dei gay, scrive:

Il problema è che il 100% dei sacerdoti che abusano di minori, non sono pedofili ma omosessuali. Tutti i casi denunciati, se ci fai caso, riguardano adescamenti di maschietti. È così da che mondo è mondo e bisogna combattere il fenomeno già dai seminari, come disse bene BXVI, inascoltato.

Ovviamente fatto che alcuni preti insidiano dei ragazzi maschi è dettato principalment dalla volontà di umiliarli attraverso la penetrazione, non certo di manifestare un qualche orientamento sessuale. Se così non fosse, non si spiegherebbe perché mai i dati raccolti da Telefono Azzurro indichi come la maggior parte degli abusi sessuali su minori sia commessa dal padre della vittima, ossia da un eterosessuale che ha fatto sesso con la madre della vittima. Da qui si potrebbe iniziare a parlare di quanto influisca una cultura misogina che sprona il maschio alla dominazione sessuale, ma sappiamo che il Popolo della famiglia e Provita Onlus non vogliono politiche che affrontino tali temi.
Eppure il sostenere inesistenti legami tra orientamento sessuale e pedofilia è un cavallo di battaglia per quei gruppi che bramano qualunque pretesto possa legittimare i loro pregiudizi. Già nel 2016 fu lo stesso Mario Adinolfi a dichiarare pubblicamente che l'«81% preti pedofili è gay». Citò come fonte del dato uno studio realizzato dal John Jay College, anche se in realtà in quello studio si asseriva nero su bianco che «la ricerca ha evidenziato come non esista alcuna prova statistica che i preti gay abusino i minori più dei preti eterosessuali».
Insomma, continuano le bugie e le mistificazioniginalizzate a creare odio contro i gay mediante lo stesso schema propagandistico che il nazismo utilizzò per fomentare odio sociale a danno degli ebrei.
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