Gli adonolfiniani contro Alex e Luca: «I figli gay sono un problema, sono troppi e causati dagli ormoni nella carne»



I miliziani adonolfiniani paiono convinti di vivere in un regime in cui tutto e tutti debbano essere sottomessi alle loro molteplici condanne morali. Se pare difficile non essere assaliti dal voltastomaco dinnanzi alle nefandezze pubblicate da La Nuova Bussola Quotidiana contro i due fidanzati 21enni uccisi dal monossido di carbonio a Capodanno, anche gli adepti di Mario Adinolfi si sentono legittimati a disquisire se l'omosessualità dei due ragazzi dovesse portare a negargli un funerale. Una posizione ipocrita per chi usa falsi dogmi religiosi come giustificazione all'odio e poi scelgie come suo leader un fondamentalista che quegli stessi dogmi indicherebbero come un peccatore manifesto in virtù di come abbia mollato moglie e figlia perché invaghitosi di un'altra donna che non è quella terza donna "sposata" a Las Vegas con una cerimonia che pare presentasse vizi di forma tali da renderla nulla.

In quella dittatura in cui Dio serve solo a perseguitare il prossimo, è l'adinolfiano Attilio Negrini scrive:

Vito Mancuso ci tiene a citare l'articolo che vieta i funerali pubblici per evitare lo scandalo. Ovviamente ciò che lui sottolinea è la violazione di quella norma, a lui quello interessa: Andare contro le regole della Chiesa. È evidente che Mancuso abbia qualche problema. Secondo me il punto è un altro, ovvero che di fronte a una vicenda così tragica il parroco ha fatto bene a celebrare il funerale congiunto, non perché i due ragazzi convivevano ma perché sono morti insieme. Tirare in ballo Ruini e i principi non negoziabili, che secondo l'ex sacerdote Mancuso di punto in bianco sarebbero stati aboliti, è una stupida strumentalizzazione. Mancuso non si smentisce mai. Del resto scrive su Repubblica...

In quel loro costante abuso della vita altrui quale mezzo di propaganda, ci tengono a chiedere che non si dia dignità all'amore di due giovani e si usa la morte come mezzo di propaganda politica. Immancabile è anche il ricorso a falsità che dimostrano come si sentano legittimati a parlare di fatti che neppure conoscono, come dimostra il suo sostenere che i due ragazzi convivessero.

Se forse ci penserà Dio a punite quegli adonolfiniani che tanto male stanno facendo alla sua Chiesa e alla società, tra i commenti un tizio si sente legittimato a ritenere che Dio odi l'amore e che i funerali sarebbero solo un atto di «compassione» per due giovani immeritevoli di vita:

Più che l'amore entra in chiesa la compassione per 2 giovani vite tragicamente interrotte.

Peggio ancora è una tizia che aggiunge:

A noi spetta di affidarci alla Misericordia. Nessuno gradirebbe avere in famiglia un problema del genere perchè è facile consolare gli altri ma quando il problema è nostro le cose cambiano... non so se una mia impressione ma oggi c'è ne sono troppi... sia colpa degli ormoni che ci fanno mangiare nella carne?

Teorie assurda a cui Negrini risponde:

Non c'entrano gli ormoni, c'entrano le famiglie distrutte, il dolore, la solitudine e la mancanza della figura paterna.

Anno 2018. I fondamentalisti che marciano sotto l'effige dell'ingravida-mogli Adinolfi pare sarebbero pronti a tutto pur di negare che l'omosessualità non sia una qualche "patologia" causata da fantomatiche assenze del padre in un indegno insulto alle famiglie dei due ragazzi deceduti.

Chiude il cerchio il commento di una fondamentalista che si cela dietro al simbolo del partito di Adinolfi, intenzionata a sostenere che ai due ragazzi si sarebbe dovuto negare un funerale:

Secondo il diritto canonico non si sarebbe dovuto fare. Pare che il sacerdote ignorasse che fossero una coppia. In ogni caso loro sono indubbiamente affidati alla Misericordiai Dio, ma fa schifo, come, a corpi caldi, ci si siano fiondati per ribadire la tiritera love is love e che la Chiesa stia cambiando. Chi lo dice poi che lo stia facendo me lo devono spiegare perché non mi risulta.

Patetico è come si aggrappino a codici canonici scritti dall'uomo pur di rinnegare il messaggio d'amore di Gesù in quella sfegatata smania di proclamarsi migliori degli altri per presunto diritto di nascita.

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