Il Tempo sostiene che Benito Mussolini sia «l'uomo dell'anno».



Sembra che l'apologia del fascismo sia un qualcosa destinato a non essere mai applicato in un'Italia dove tutto pare concesso. Capita così che Il Tempo, quotidiano della destra romana, possa impunemente chiudere il 2017 proclamando Benito Mussolini quale «uomo dell'anno».
Lo ha fatto in prima pagina, mentre il solito camerata Marcello Veneziani si è lanciato in un piagnisteo su quanto siano brutti e cattivi quei personaggi che non permettono un uso politico della fake-news e dei social network per la creazione di isterie che garantiscano il controllo della popolazione.
Veneziani sostiene che «è molto più vivo Lui dei nostri politicanti», ostentando una maiuscola che garantisca un segno di rispetto al duce. Dice anche che il Mussolini sia stato scomodato dai media «per coprire il loro nulla» attraverso «legge Fiano, caccia ai siti web, monumenti da abbattere, bagnini linciati, cimiteri off limits, calciatori alla gogna».
Il riferimento è a saluti romani, agli inviti al fascismo e alle richieste di genicidio attuate da chi sventola il vessillo del suo duce. Pane quotidiano per un uomo che si auto-proclama «intellettuale di destra» anche se non sembra ci sia nulla di intellettuale nel sedersi dinnanzi ad un foglio bianco per elencare ossessivamente tutte le persone che sostiene debbano essere ritenute inferiori a lui per diritto di nascita.
Nel suo articolo di assoluzione dei rigurgiti neofascisti, Veneziani afferma: «Per fronteggiare Benito Mussolini, in arte duce, inventore della malattia più grave e più attuale dell’anno, il fascismo. Tutto il 2017 è stato dedicato alla sua profilassi, e guai a chi non si vaccina con l’antidux. Si sono fatte leggi speciali su leggi speciali, si è tentato di bonificare strade, piazze, iscrizioni, facebook e depurare tutti i social, movimenti, sezioni, case, spiagge e stadi che recavano segni inquietanti di quella malattia e del suo artefice. Hanno mandato i ghostbusters perfino nella sua tomba».
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