Insulti a Luca e Alex dell'integralismo cattolici: «praticavano il peccato contro natura»



L'inumana ferocia dell'integralismo cattolico appare ormai fuori controllo. Dinnanzi ad un martellamento propagandistico con cui personaggi come Adinolfi, Amato, Brandi, Cascioli e Gandolfini spergiurano che la lotta all'amore e il contrasto all'accoglienza siano la massima volontà di un dio omofobo, xenofobo e fascista, capita anche che un qualche esaltato possa sentirsi legittimato a insultare i due fidanzati morti nel sonno a causa di un intossicamento da monossido di carbonio. Sui social troviamo messaggi come:

Due giovani ragazzi sorpresi dalla morte in camera da letto mentre, con ogni probabilità, praticavano il peccato contro natur che il catechismo e la dottrina definiscono come quel "peccato che grida vendetta presso Dio". Domani il loro funerale ad Arzignano in provincia di Vicenza dove saranno insieme in chiesa con le loro bare, famiglie e amici sodomiti plaudenti al seguito. Viene così legittimata di fatto la coppia invertita anche da parte della cosiddetta chiesa in uscita come il loro capo di bianco vestito la chiama. Ma delle loro anime che si sono presentate nel medesimo istante della morte davanti a Cristo giudice che sarà?

Dal messaggio emerge un'adesione al secessionismo dei neofascisti e di Cascioli, infastiditi da un Papa che invita all'accoglienza, ma anche un fondamentalismo che non ha nulla da invidiare all'Isis.
«Lasciate stare la mia famiglia», scriveva Adinolfi in riferimento ad una falsità creata per ottenere visibilità sulla pelle della figlia avuta dalla sua seconda moglie. Eppure è anche a causa delle sue continue molestie ai gay che la sua gente si sente legittimata a non lasciare in pace le famiglie altrui, arrivando persino ad insultare due 21enni deceduti, il loro amore e i loro amici. Tanto poi basterà mostrare una qualche slide di Amato per falsificare la realtà e sostenere che l'omofobia non esista, magari con tanto di patricinio concesso dalla Lega di Salvini
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