Mario Adinolfi: «Mussolini ha fatto cose buone. Non credo ai gay che si suicidano perché bullizzato»



Mario Adinolfi dice di non credere che i gay vittima di bullismo possano suicidarsi. E lo fa tirando in ballo sua sorella, quella che nei suoi libri racconta che si tolse la vita senza che lui si fosse accorto di nulla e che ora tira fuori come "prova" di come lui si reputi il massimo esperto sul tema. E al pari di come nei suoi libri racconta di sentirsi privo di responsabilità in quella vita stroncata fra le pareti della sua casa, ora racconta che si sente assolto da ogni colpa per il suo andare dinnanzi a coetanei delle sue figlie a sbraitargli in faccia che lui li reputa sbagliati e meritevoli di morte.
Tutto questo solo per cercare di ottenere una poltrona attraverso comizi politici in cui invita a parlare quel Luca Do Tove che cercò di contagiare volontariamenye dei gay con l'Hiv in anni in cui di Hiv di moriva e che ora vive promuovendo quelle teorie di Nicolosi che risultano provata causa di suicidi. Suicidi in cui Adinolfi dichiara di non credere.

Dato che al peggio non c'è mai fine, é sempre dai microfoni di Radio 24 che l'integralista si è lanciato in una strenua difesa del fascismo nell'annunciare il suo essersi candidato in Lazio insieme al sindaco di destra di Amatrice, il quale giorni fa, proprio in un incontro col movimento di Adinolfi ha sostenuto che le «tate straniere non insegnano i valori fondanti di questa nazione» e che Benito Mussolini «fece grandi cose».
Appoggiando l'idea che alle sue figlie si debba insegnare che il duce fu un grand'uomo, Mario Adinolfi dichiara che «Mussolini oggettivamente ha fatto delle cose buone e ne ha fatte poi altre gravissime. La bonifica delle paludi pontine è stata sicuramente una cosa positiva. Prima del duce Latina era una palude salmastra. Poi ha elevato l'alfabetizzazione degli italiani, ha introdotto il concetto di pensione e un sistema di norme alcune delle quali sono state importanti e positive. Negare questo è negare l'evidenza».
Peccato che la pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Inutile a dirsi, nel 1969 il duce non era più al potere, così come non lo era anche nel 1898 quando vennero fondate le casse di previdenza, poi divenute obbligatorie nel 1919, ossia tre anni prima della Marcia su Roma.

Adinolfi ha poi esposto i due punti programmatici del suo partito: «La prostituzione non va assolutamente legalizzata e si abbatte attaccando la clientela, non solo con multe oltre 500 euro, ma mandando a casa dell'interessato una bella busta arancione inequivocabile per mano del postino. Con quel colore si capisce in automatico che sei andato a prostitute. Vedrete che così si contrae immediatamente il consumo di prostituzione sulle strade». Ovviamente pare che ad Adinolfi non interessi che tale atto sia contro la privacy o che le sue semplificazioni finiscono per ingrassare la tratta di esseri umani da parte della malavita. E riguardo ai siti pornografici che vorrebbe fossero vietati, la sua ricetta pare patetica: «È necessario registrarsi con documento d'identità, così uno ci mette la faccia, come avviene sui siti di scommesse online. Questa è la proposta programmatica del Pdf, anche in virtù del fatto che in quei siti possono entrare bambini di 10 anni. Fosse per me, bisognerebbe bloccare l'accesso a quei siti, come succede in alcuni Paesi».

Se forse sarebbe più opporturno occuparsi di come i bambini di 10 anni possano accedere a siti di propaganda d'odio in cui un fondamentalista plurisposato vomita il suo disprezzo contro i gay nell'esaltare il duce, non poteva mancare il suo rantolo d'odio contro le famiglie omogenitoriali. Spergiurando che lui sia un padre migliore degli altri perché ama raccontare alle sue figlie di come si sia trombato le loro rispettive mamme, dice pure: «Pietro Grasso è a favore delle adozioni gay? Errore colossale, ma non è l'unico che ha commesso il presidente del Senato. I suicidi dei gay? Esiste la tragedia dei suicidi, che non può essere tradotta come un qualcosa dovuto a un solo problema. Ne sono toccato personalmente, perché la mia unica sorella si tolse la vita. Quando leggo che un gay si è suicidato perché bullizzato, ci credo poco perché questo non è un Paese omofobo che bullizza i gay. E’ esattamente tutto il contrario. E’ un Paese che magari bullizza gli obesi. L'aborto? Se il Pdf ottenesse il 50% dei voti e governasse con un monocolore, abolirebbe il giorno dopo la legge sull'aborto. Ricordiamoci che la prima emergenza di questo Paese è la natalità, non nascono bambini. Il medico che pratica l'aborto è un assassino. La donna che abortisce è una persona che forse non ha colto pienamente quello che le accade. Grazie a Dio, il 70% dei medici è obiettore di coscienza in Italia. Chi pratica l'aborto andrebbe assolutamente cacciato dall'ordine dei medici. Lo dice chiaramente il giuramento di Ippocrate».

Firmato Mario Adinolfi, l'uomo che cercò una poltrona promuovendo la candidatura di Renzi e che ora ci riprova proponendosi come un fan del duce. In mezzo a tanta bieca generalizzazione, fa effetto osservare come l'integralista non solo si proclami il cristiano più cristiano tra i cristiani, ma si professi pure il più discriminato tra i discriminati. Un'affermazione quasi scontata per un fondamentalista che propone un pensiero in cui tutto viene ridotto a lui stesso in quel suo susseguirsi di «io penso», «io voglio», «io esigo».
Ed è curioso non arrossisca neppure nel pronunciare simili parole quando era lui stesso a dichiarare pubblicamente che sua mole di grasso non sia dovuta ad una disfunzione ma solo alla sua inumana passione per il cibo, motivo per cui i suoi dogmi lo condannerebbero per ingordigia mentre il buonsenso si suggerisce che lui abbia deciso di essere tale (cosa che non si può dire di un gay, che nasce così anche se lui spergiura sulla testa delle sue figlie che propende per l'ipotesi patologica). Ma, soprattutto, la sua mole non pare lo renda vittima di fondamentalisti cristiani che difendono i sacerdoti che dal pulpito delle loro chiese si mettono a sbraitare che i grassi meritano la morte, così come in Parlamento non c'è nessun aspirante candidato alle poltrone che chiede che sia tolta loro la possibilità si posare chi amano. E non meno significativo è come nessun grasso dovrà dire ai suoi genitori di essere tale, mentre i gay dovranno fare coming out a genitori che magari credono ad Adinofli quando va da loro a raccontargli che non dovranno mai accettare i loro figli per ciò he sono dato che lui esige solo maschi che ingravidano donne e donne che divaricano la gambe dinnanzi al primo pene privo di preservativo gli si proponga dinnanzi.
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