Per la sua campagna elettorale, Adinolfi riesuma tecniche anni '50 per la vendita alle casalinghe



Se Mario Adinolfi ci ha abituato a stupidaggini di qualunque tipo, fa un po' tenerezza osservare come ora abbia deciso di riesumare la tecnica di vendita alle casalinghe che veniva utilizzato negli anni '50 in America.

In un proclamo diffuso tra i suoi seguaci, al punto numero 5 l'integralista scrive:

ORGANIZZARE CENACOLI. La nostra dovrà essere una campagna elettorale diffusa, unicamente legata alla promozione del nostro simbolo che il 90% degli italiani non conosce. Servirebbero mezzi economici assai ingenti per farlo conoscere a tutti e non ne disponiamo. La nostra vera arma in questa battaglia sono le persone. Il modo più efficace di farci conoscere è partire da un piccolo gruppo, sei o sette amici che si ritrovano a bere un tè in una casa. Ognuno poi inviterà a casa sua altri sei o sette amici, per presentare il Popolo della Famiglia, le sue ragioni e il suo simbolo. Se il meccanismo si innesca in pochi giomi si costruiscono sul territorio decine di antenne ripetitrici di un messaggio che magari nel breve diventano centinaia e nulla è forte come centinaia di persone che militano convinte in una campagna come questa, dove votare per i soliti vecchi partiti è davvero poco entusiasmante.

Interessante è anche l'abuso religioso che riempire la propaganda integralista, arrivando a paragonare l'annuncio del progetto integralista di Adinolfi all'ultima cena di Gesù.
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