Ricattato per un annuncio su un sito di incontri gay, si suicida. Temeva ripercussioni lavorative



L'omofobia è una vera e propria manna per la criminalità organizzata. Troppe persone sono ancor oggi costretta a nascondersi a causa dello stigma dettato dal loro orientamento sessuale, magari temendo di poter subire discriminazioni, violenze o persecuzioni perpetrare dai fondamentalisti.
Capita così che a Nuoro un ragazzo si sia suicidato dopo essere stato vittima di ricatti e minacce da parte di falsi agenti della polizia postale. Il suo incubo ha avuto inizio attraverso la pubblicazione di alcuni annunci sul web finalizzati a cercare la compagnia di un altro uomo.
Un sedicente ispettore della Polizia postale lo aveva contattato ed era riuscito ad estorcergli 5.000 euro di multa per inesistenti violazioni commesse dopo aver pubblicato gli annunci. Quando poi ha cercato di rimediare altri soldi paventandogli possibili ripercussioni sulla sua vita lavorativa, la sua vittima si è tolta la vita.
Tutto questo accadeva l'estate scorsa ed erano stati proprio i genitori del giovane ad essersi rivolti ai carabinieri dopo che il figlio, apparentemente senza problemi, si era suicidato. Da qui è partita l'indagine della Procura di Nuoro da cui è emerso un giro di truffe ed estorsioni compiute sul web. I militari hanno infatti scoperto come tutto sia partito dopo che il giovane aveva pubblicato alcuni annunci in un sito di incontri.
Oggi arriva la notizia di 16 arresti legati a quel giro criminale, ma resta il fatto che ad aver reso possibile quell'estorsione è anche chi rende possibile che il semplice fatto di essere gay possa essere visto come un problema che potrebbe causare la perdita del lavoro. Persone che magari sperano pure di entrare in Parlamento per aumentare quell'odio che uccide.
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