Carlo Gabardini commenta il concorso di Salvini: «Qui siamo oltre la scimmia, siamo agli insulti gratuiti»



Una buffonata simile sembrerebbe un fake se non fosse che a diffondere queste immagini siano proprio i canali ufficiali della Lega. Si tratta di un patetico concorso in cui Salvini dice che metterà in palio la sua padana presenza per offrire un caffè all'italico elettore che contribuirà alla sua campagna contro gli stranieri mettendo un "mi piace" a qualunque cosa lui scriverà, magari garantendogli pure un posto privilegiato nella sua manifestazione razzista.
A commentare l'iniziativa è Carlo Giuseppe Gabardini che, con la sua classica eleganza e ironia, è dalla sua pagina Facebook che scrive:

Se sei un elettore o un simpatizzante della Lega o anche solo uno che sta pensando “Sai che magari a 'sto giro voto Lega - Salvini Premier”, e ti svegli nel cuore della notte chiedendoti: ma la stessa Lega, dei suoi sostenitori, cosa pensa?, finalmente esiste la risposta.
Ieri è partito il concorso #VinciSalvini: ci si iscrive lasciando i propri dati e si accede così all'incredibile possibilità di mettere i propri like ai post del Capitano, nel maggior numero e soprattutto con la maggior velocità possibile. Come le scimmie, però ammaestrate.
Ma ciò che meglio indica la considerazione che hanno quelli della Lega per i propri simpatizzanti, sono i pazzeschi premi che hanno deciso di mettere in palio per convincere le persone a partecipare, ovvero: una foto in un post di Matteo Salvini, una telefonata a casa da parte di Salvini, e - udite, udite! - il super premio settimanale è: incontrare il signor Salvini per un caffè, e il video verrà postato su tutti i social.
Qui siamo oltre la scimmia, siamo proprio agli insulti gratuiti.
Quindi, i geniali organizzatori della “social competition” (forse “concorsone” sarebbe stato meglio, visto il target) pensano che la massima aspirazione per un leghista non siano più nemmeno le false promesse elettorali - come risolvere la convivenza con gli immigrati, abbassare le tasse, regalare qualche euro -, no, il vero apice è ricevere una chiamata da Salvini, a fine giornata, quando già le balle ti girano:
-Pronto, chi rompe a quest'ora?
-Sono Matteo...
-Matteo chi? Quello del Pd o quell'africano che si chiama Masoud ma a tutti dice “chiamami Matteo che famo prima”?
-Matteo Salvini.
-Sì, e io sono mia zia. Non compro niente dai vostri call-center albanesi, stronzo!
-Insomma, io sono il Capitano! Lei ha messo 4000 like ai miei post, ha vinto...
-4000 like? Ai suoi che? Ma se sono in cantiere tutto il dì. Guardi, sarà mio padre che usa il mio pc, ha il parkinson e i miei figli si divertono a legargli la mano al mouse. Cancelli il mio numero!
Al di là della facile ironia, io trovo veramente insultante e indicativo credere che i propri elettori siano interessati a passare tutto il giorno a mettere like il più rapidamente possibile, quindi ovviamente senza leggere o scegliere o capire, perché l'unico obiettivo è battere gli altri leghisti nell'adorazione acritica del Capitano, e fare tutto ciò nella speranza (accadrà a solo 4 fortunati!) di bersi... un caffè con Salvini?, e avere pure questa scena immortalata in video a circolare per sempre sul web. Non viene nemmeno specificato chi dovrebbe pagarlo, il caffè, alla fine del servizio, ma un sospetto ce l'ho.
L'unica spiegazione che mi do, è che il capitano, ormai esausto di insultare neri, zingari, stranieri, gay, politici di sinistra, di destra e del M5S e tutti gli elettori che non la pensano come lui, abbia infine deciso l'ultimo atto della sua missione: insultare anche il proprio popolo, i propri elettori, gli amici!
Se fossi un leghista di vecchia data, mi metterei sotto a sparare like insieme a tutta la famiglia, compreso l'utilissimo nonno parkinsoniano di cui sopra, per vincere con certezza il concorso, mettermi a casa in pantofole, e quando squilla il telefono e di là sento la voce del mio Capitano, dirgli finalmente:
-Oh, baluba, ma credi davvero che siamo tutti così stupidi? Va' a laurà, barbùn; tanto finché ci sei tu a capo, io la Lega col cazzo che la voto!
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