Gli psichiatri lanciano l'allarme: «La retorica anti-lgbt dei politici può causare suicidi»



È professor Dinesh Bhugra, uno tra i più affermati psichiatri statunitense, a lanciare l'allarme: la retorica anti-gay che domina nella politica «può contribuire al suicidio, ideazione suicidaria e autolesionismo».
Gli studi scientifici sottolineano come uno dei maggiori fattori che portano a pensieri suicidi è un basso senso di autostima, che non non è certo aiutata da una retorica politica incentrata sull'ignorare e cancellare le persone lgbtq, motivo per cui il professore osserva esista «un legame molto chiaro tra politica, fattori sociali e problemi psichiatrici nei gruppi lgbt».
«La causa sociale del suicidio è ben collegata allo stato della società e al modo in cui le persone si sentono parte di essa -osserva- Se non c'è equità e un gruppo è considerato inferiore, allora è inevitabile che ci siano problemi nell'immagine di sé e nell'autostima e che possano contribuire al sentimento di inutilità».
A conferma della sua tesi esistono alcuni studi scientifici che hanno documentato come il numero di casi legati alla salute mentale  delle persone lgbt sia drasticamente diminuito nei luoghi in cui si sosteneva l'uguaglianza e in cui le leggi che discriminano le minoranze sono meno prevalenti.
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che "la discriminazione può portare alla continua esperienza di eventi stressanti come perdita di libertà, il rifiuto, la stigmatizzazione e la violenza, elementi che possono evocare comportamenti suicidi».
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