Il razzismo è colpa degli immigrati (dicono)



Il razzismo è colpa degli immigrati, il sessismo è colpa delle donne, l’omofobia è colpa dei gay. Purtroppo è questo il messaggio che una certa parte politica ci propina quotidianamente pur di accaparrarsi i voti di chi non vede l'ora di sentirsi dire che il problema non sarebbe tanto l'intolleranza quanto il fatto che gli altri non la smettano di esistere se noi gli diciamo che non li vogliamo. E magari lo dice mentre si parla a suon di generalizzazioni senza che nessuno paia interessato a chi fossero quelle sei persone a cui un razzista ha sparato nelle strade di Macerata quale conseguenza di un clima d'odio creato a tavolino da chi non vede l'ora di indicare nel più debole il capro espiatorio delle proprie mancanze.
Dicono che il problema sia l'immigrazione, ma il fatto che la Germania abbia integrato il doppio dei nostri profughi non dovrebbe portarci a pensare che forse il problema è nell'incapacità della loro gestione? Sembrerebbe folle non osservare che Salvini punta tutto sulla promozione dell'odio contro lo straniero, eppure fu proprio lui a firmare il trattato che imponeva all'Italia la gestione di chi arrivava sulle sue coste, così come fu la sua Lega a scrivere l'attuale legge sull'immigrazione, forse la peggiore al mondo dato che chi lavora viene sanzionato e chi ruba viene avvantaggiato. Sarà un caso se a beneficiare di quelle schifezze legislative è lo stesso soggetto che le ha scritte, in un evidente interesse a far sì che la situazione potesse diventare un problema?
Se al posto del saluto romano il cecchino avesse gridato "Allah akbar", c'è da scommettere che lo stesso tizio che oggi chiede si minimizzi il fatto che il folle fosse un candidato del suo partito sarebbe stato il primo a fare generalizzazioni e a chiedere che innocenti fossero puniti per dare l'esempio. E magari la TV ci avrebbe raccontato la vita delle vittime sino alla loro sesta generalizzazione, ma dato che le vittime erano di colore, allora si preferisce parlare di elezioni in un clima talmente corrotto da rendere accettabile un dibattito pubblico su quanto sia lecito sparare all'impazzata per strada. Chissà se qualcuno di quei sei è uno dei lavoratori che asfalta le strade il 15 di agosto dato che gli italiani quei lavori non li vogliono più fare, o magari se qualcuno di loro lavorasse in uno stato di semi-schiavitù dato che gli italiani vogliono prezzi bassi e i migranti non possono denunciare chi li sfrutta se non vogliono correre il rischio di essere rimpatriati. Pare che questo aspetto non importi a nessuno. Anzi, c'è pure chi dice: "si, ma un nero ha ucciso". Quindi basta il colore della pelle simile per giustificare una barbara legge del taglione? Quindi basta il fatto che Adinolfi abbia la pelle bianca e che minacci le nostre famiglie per dirci che dovremmo poter prendere a pugni chiunque abbia il colore della pelle simile al suo?

E intanto sulle pagine del TGcom, a risposta di un imbarazzante articolo dal titolo "Meloni: Non è la mia Italia quella che spara agli innocenti", tra i commenti validati dalla redazione Mediaset troviamo solo frasi razziste come: «Non è la mia Italia nemmeno quella che da 7 anni non va in piazza e non blocca il paese con ogni mezzo, affinche la sinistra che ha vandalizzato il paese se ne vada!!! ma sta a fare le moraline sul net e salottini tv!» «Meloni se anche tu ti schieri con i clandestini, il 4 marzo resto a casa». «Innocenti? Certo ed autorizzati a bighellonare senza fare nulla tutto il giorno, a nostre spese». «Non è la mia italia quella piena di immigrati clandestini». Insomma, il cattofascista medio si dice certo che voterà solo chi gli gantantirà il diritto di poter sterminare impunemente degli stranieri, magari etichettandoli pure come "clandestini" perché così ci si sentirà meno in colpa nell'avere le mani che grondano di sangue innocente.
Uno legge questi commenti e si rende conto del perché l'Italia sia un Paese di meda che si merita un Salvini che cercherà di aggravare ancor di più la situazioni o alle prossime elezioni non avrà più niente da promettere loro.

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