Savarese annuncia una rappresaglia contro i figli della coppia gay di Livorno



Se le cose potessero essere chiamate con il loro vero nome, potremmo sentirci legittimai ad asserire che la Manif pour tous sia un gruppo terrorista che mette in atto ignobili rappresaglie a danno di quelle famiglie a cui vorrebbero togliere il diritto all'esistenza. Vere e proprie intimidazioni che veicolano un messaggio chiaro e feroce: la lobby al soldo dell'integralista Arsuaga minaccerà e perseguiterà qualunque famiglia non sia conforme al loro modello "ariano".
Il loro prendersela con le persone più indifese ci mostra anche tutta la codardia di un gruppo violento che non ha argomentazioni per trattare con persone alla pari, motivo per cui ricorre ad ignobili atti di ricatto in cui a pagare le spese delle loro ritorsioni saranno gli innocenti. O fai come ti dicono loro o loro faranno del male a tuo figlio.

È Filippo Savarese, quale dipendente di Arsuaga e direttore marketing dell'organizzazione omofoba, ad annunciare tutto eccitato l'offensiva organizzata dal suo gruppo contro due minori che avrebbero voluto fossero resi orfani di un genitore ancora in vita. Dalla sua pagina Facebook, minaccia:

Ho visto come hanno accolto Giorgia Meloni oggi a Livorno. E dire che non aveva con sé un pullman di 9 metri con su scritto "Non confondete l'identità sessuale dei bambini". Con quello, col Bus della Liberta, ci vediamo a Livorno venerdì 23 febbraio più o meno verso mezzogiorno. E non è una provocazione. Protestiamo contro la prima sentenza in Italia -del Tribunale di Livorno, appunto- che qualche giorno fa ha inchiodato due bambini alla peggior bugia della Storia: che non avrebbero una mamma, come tutti, ma "due papà". Nessuno ha due papà. Nessuno ha due mamme. Tutti abbiamo una mamma e un papà. Tutti "siamo" da una mamma e da un papà. Dobbiamo contrastare con ogni mezzo questo micidiale negazionismo esistenziale. Non siamo il prodotto manipolato e commerciato di due gameti. Siamo figli. Se sei Figlio anche tu, difendi la categoria. Partecipa al tour

Chissà se Filippo Savarese andrà anche dai figli di Gandolfini a sbraitargli in faccia che quelli non sono i suoi genitori dato che lui non tollera possano avere due mamme e due papà. In fondo lo sperma che li ha generati non è certo quello del leader integralista, così come l'utero che li ha accolti non è stato quello della moglie con cui è unito in un rapporto infecondo e non aperto alla vita. E qui emerge tutta l'ipocrisia di fondamentalisti che sfruttano i pregiudizi con evidenti finalità politiche e partitiche (sia loda a san Giorgia meloni, la madre single che promuove la famiglia quale unico luogo di procreazione) dall'altro di famiglie che sono la negazione dei loro slogan e dei loro dogmi.
Vuoi che un tribunale non riconosca la famiglia di un minore? Va bene, ma inizia a chiedere che tutti i figli di Gandolfini siano strappati alle sue mani integraliste per essere richiusi in un orfanotrofio, poi potrai occuparti di minacciare e aggredire famiglie che neppure si conoscono.

Interessante è anche come il feroce fondamentalista voglia impugnare le sentenze incentrate sul supremo interesse del minore, sostenendo che il suo odio verso la vita e verso la famiglia debbano avere il sopravvento sul diritto alla vita familiare altrui. Si dice certo che quei bambini possano essere sacrificati sull'altare della sua ideologia, in un culto pagano della fecondazione vaginale quale unico elemento che dovrebbe avere valore giuridico.
Praticamente è raccontando che una figlia che ha subito violenze sessuali da parte dell padre dovrebbe essere fiera di come papà si portasse a letto anche anche mamma in una visione in cui a fare "famiglia" sarebbe solo l'atto sessuale in sé, l'invito all'adesione alla sua ideologia porta a comunicare le piazze che saranno attraversate dal loro bus dell'odio: Reggio Calabria, Catania, Napoli, Livorno, Torino, Milano, Verona, Bologna, Cesena, Pescara e Roma.

Con toni pubblicitari e con evidenti finalità politiche e partitiche in vista delle elezioni, Savarese conclude il suo proclamo scrivendo:

Segna la "tua" data in agenda. A breve specifiche sulle soste (dove/quando). L'evento è aperto alla partecipazione di chiunque, compresi rappresentanti politici di qualsiasi partito che vogliano metterci la faccia rischiando con noi qualche sputo.

Seppur patetico, tipico della propaganda integralista è un processo di auto-martirizzatone. Se è pur vero che chi va in giro per strada ad insultare i passanti avrà maggiori possibilità che qualcuno risponda all'insulto, è nel tentativo di fingersi "vitttime" che Sararese ricorre al reato di procurato allarme nello spergiurare che potrebbero sputargli in faccia. Un atto che pare improbabile, dato che sprecare saliva per lui non avrebbe davvero senso e dato che il suo gruppetto integralista ama richiedere ingenti schieramenti di polizia (rigorosamente pagati dalla collettività) nonostante l'esiguo numero di adepti che aderiscono ai suoi proclami.
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