Monica Cirinnà presenta un nuovo progetto di legge per il contrasto all'omotransofobia



Mentre la Legge Scalfarotto contro l'omofobia pare essersi ormai definitivamente persa nei cassetti del governo (ma non prima che i fondamentalisti riuscissero a svuotarla di ogni significato attraverso una clausola che dispensava i movimenti politici e i gruppi religiosi dal suo rispetto), è la senatrice Minica Cirinnà ad aver depositato una nuova proposta di legge.
Si tratta di un provvedimento resosi urgente a seguito di un'escalation delle aggressioni e delle violenze registrare dalle persone lgbt, così come sottolineato anche dalla stessa senatrice che parla di «piaga sociale» mentre ricorda che «la condizione di pari dignità e di tutela dalle discriminazioni, fissata nella Dichiarazione universale dei diritti umani adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 e sancita nella nostra Costituzione all'articolo 3, oggi non è tutelata in Italia nel caso dei cittadini e delle cittadine lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali (LGBTI) né dal punto di vista sociale, sia sul piano normativo dove ad oggi manca un’adeguata legislazione».
Di contro, Mario Adinolfi sostiene che il suo odio contro i gay debba essere ritenuto una «libertà di espressione» mentre esige che il suo definirsi "cristiano" gli garantisca le tutele previste dalla Legge Mancino (le stesse che non vuole possano tutelare gli altri).
La Cririnnà aggiunge che «il Parlamento non può ignorare oltre questo problema che attraversa il Paese e che ci viene troppo frequentemente ricordato dalle cronache. Se è vero che tante coppie same-sex, dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, possono finalmente vivere il proprio amore alla luce del sole, è altrettanto vero che ancora tante persone vengono discriminate, vessate, picchiate o uccise per il loro orientamento sessuale. Per questo è fondamentale approvare una legge nazionale contro l’omotransfobia che punisca con decisione comportamenti discriminatori, crimini e delitti, così come hanno già fatto varie Regioni italiane. Con il testo presentato dal Pd combatteremo in questo Parlamento per far venire allo scoperto coloro che davvero hanno a cuore i diritti e le tutele dei cittadini, sfidando apertamente i contrari a mostrarsi con le loro posizioni medievali».

Il disegno di legge si articola in quattro articoli. I primi due punti prevedono un'integrazione dell'articolo 604-bis del codice penale e del decreto-legge 26 aprile 1993, aggiungendo i crimini dettati da odio verso l'orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona a quelli già previsti per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.
Il progetto di legge specifica che per «orientamento sessuale» si intenda l’attrazione emotiva o sessuale nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi, motivo per cui gli stessi eterosessuali risulterebbero coperti dalle medesime tutele se venissero aggrediti in quanto eterosessuali.
L’articolo 3 istituisce ufficialmente la giornata nazionale contro l’omofobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi e le discriminazioni motivati dall'orientamento sessuale e dall’identità di genere.
L'ultimo articolo si concentra sulle statistiche legate a discriminazioni e violenza, presumibilmente in virtù di come la mancata rilevazione del fenomeno sia spacciata dai fondamentalisti come un pretesto per poter sostenere che l'omofobia non esista.L'Istituto nazionale di statistica sarà incaricato di una rilevazione statistica sulle discriminazioni e sulla violenza che ne misuri le caratteristiche fondamentali e individui i soggetti più esposti al rischio con cadenza almeno quadriennale.
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